Capri, tra ricerca del Piacere e Irrealtà

Capri

“Un’aria di irrealtà aleggiava in quel luogo. Potrebbe essere un’isola? Una vera isola di rocce e vigneti e case – questa pallida apparizione?”

Così scrive Norman Douglas di Nepenthe, nelle prime pagine di Vento del Sud, mentre il traghetto sul quale si trova si avvicina da Napoli.

Nepenthe è il nome mitologico che Douglas dà Capri. Nel racconto, l’aria di irrealtà che l’isola proietta dalla distanza riflette l’ambiente eterogeneo creato dalla sua comunità straniera. Una comunità, racconta il New Yorker, di “stupide ereditiere e aristocratici caduti in disgrazia, disadattati in cerca di amore e piacere in nome della realizzazione personale”.

Capri

Dalla letteratura al cinema, Capri ha sempre ispirato la sensazione di essere un luogo diverso. Una sorta di oasi di trasgressione, che regalava la possibilità di realizzare ciò che non può essere realizzato nella quotidianità delle città della lontana terraferma.

Un luogo di fuga dove inseguire amore, ambizioni artistiche, stili di vita eclettici, tramare colpi di stato.

Questa atmosfera, le storie legate ai personaggi che animavano questa comunità, è ciò che Villa Marina, racconta, partendo dal design delle sue camere e suite per arrivare ai luoghi abitati dagli stravaganti membri di questa comunità: le case che hanno abitato, i sentieri che hanno percorso.

Ci piace pensare di poter raccontare Capri attraverso gli occhi di questi personaggi, portando i nostri ospiti alla scoperta della Capri Unconventional.