La Storia di Axel Munthe. Lo scienziato che dà il nome ad una delle nostre più belle Junior Suites

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Munthe. Una delle nostre più belle Junior Suites recentemente rinnovate, che prende il nome da uno dei personaggi che maggiormente hanno segnato il mito di Capri: Axel Munthe. Ecco la sua storia.

Dopo gli studi ad Uppsala, in Svezia, Munthe si trasferì a Parigi, dove si laureò in ginecologia e ostetricia a 23 anni. A Parigi aprì un studio e lavorò come medico per la cospicua colonia di artisti e aristocratici Scandinavi.

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Fu medico di figure importanti della società scandinava, tra cui la famiglia reale, tuttavia garantendo assistenza ai meno abbienti e a tutti coloro che necessitavano di assistenza.

Dopo il fallimento del suo primo matrimonio, Munthe sposò in seconde nozze Hilda Pennington-Mellor, figlia di un uomo d’affari scozzese. 

Scrisse numerosi libri, tra i quali il famoso ‘Storia di San Michele’. Il libro narra la storia della sua vita, legata in molti aspetti ad Anacapri, dove ancora oggi è conservato il manoscritto originale.

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Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1929 e tradotto in diverse lingue, è stato uno dei best seller del tempo. Nel Giugno del 1943, quando le sue condizioni di salute si deteriorarono seriamente, lasciò definitivamente Anacapri per trasferirsi a Stoccolma, presso il Re Gustavo di Svezia.

Dopo aver visitato l’isola per la prima volta nel 1876 all’età di 19 anni, Munthe vi fece ritorno nel 1884. Decise di stabilirvisi assumendo la carica di medico distrettuale.

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Una volta sull’isola, Munthe si innamorò delle rovine della cappella medioevale dedicata a San Michele, circondate da un grande vigneto che a sua volta celava i resti di una villa romana. Al fine di costruire uno spettacolare giardino, Munthe acquistò l’intero lato della montagna, facendovi realizzare delle cisterne per la raccolta dell’acqua e l’irrigazione.

Ispirato dai diversi influssi che avevano caratterizzato la storia dell’architettura locale, Munthe disegnò egli stesso la villa. Lavorando fianco a fianco con uomini e donne locali, egli era presente quando le vestigial di un’antica villa romana vennero alla luce. Nel corso degli anni acquistò da contadini locali altri reperti archeologici, così che la sua villa divenne una sorta di piccolo museo che ospitava una preziosa collezione.

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Sfortunatamente Munthe non potè godere a lungo della sua creazione. Agli inizi del XX secolo, quando cominciò a perdere la vista, dovette lasciare San Michele, troppo luminosa per i suoi occhi malati, per trasferirsi nella più ombreggiata zona di Torre Materita.

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Munthe era un appassionato d’arte, un filantropo e amante degli animali. Al fine di dare protezione agli uccelli che, migrando, attraversavano periodicamente i cieli dell’isola, decise di comprare l’area a ridosso del monte Barbarossa per erigervi una zona protetta. Tale zona è ancora oggi una splendida riserva natural.

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Prima della sua morte, Munthe diede disposizioni affinché la villa e tutti i suoi averi andassero al governo Svedese. La villa è al momento gestita dalla ‘Fondazione San Michele’, mentre parte della residenza funge da museo, i cui proventi finanziano il mantenimento della struttura e le sue iniziative culturali.

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