Cerio e Capri. Una storia d’amore senza fine.

Capri

Edwin Cerio è stata una delle personalità più importanti e interessanti che abbia vissuto a Capri. La sua storia ha ispirato il design di una delle Pool Suite più belle del Villa Marina: la Cerio Pool Suite.

Uno studioso eclettico che è stato profondamente coinvolto nell’ambiente politico, sociale e culturale dell’isola. E’ stato sindaco, botanico, scrittore e designer.

Cerio era il figlio di Ignazio, un noto medico isolano nato in Abruzzo. Si laureò in ingegneria navale nel 1898 e presto iniziò a lavorare nelle fonderie Krupp in Germania e Sud America.

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Amava profondamente Capri. Così lasciò le fonderie nel marzo del 1913 e tornò in Italia. Subito dopo il divorzio dalla moglie Elena, a 45 anni, si trasferì sull’isola che amava così tanto da essere eletto sindaco.

Edwin Cerio è ancora oggi l’autore Capri più conosciuto all’estero. Coprendo una serie di argomenti diversi, il suo lavoro è spesso ironico o sarcastico. Questo è tanto più vero per la sua “Guida inutile di Capri” (Una guida inutile a Capri). Altri libri come “That Capri Air”, scritto nel 1927, e “Capri nel Seicento” (Capri del XVII secolo), pubblicato nel 1934, forniscono informazioni che sono difficili da trovare altrove.

Alcuni isolani ricordano ancora Cerio come una persona tenace, intelligente, ma estremamente imprevedibile: gentile un giorno, arrogante l’altro.

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Oltre ad essere stato un eccellente botanico, un uomo d’affari intelligente e un collezionista di antichità, Cerio progettò tra le due guerre mondiali alcune delle case più interessanti dal punto di vista architettonico. Gli esempi più importanti sono il Rosaio, la Casa del Solitario e la Falconetta. La sua capacità di interpretare la tradizione dell’architettura mediterranea in chiave moderna lo ha reso uno dei più notevoli designer dell’isola.

Nel 1920 Cerio fu convinto a candidarsi come sindaco. Una volta eletto, impiegò tutte le sue energie nel salvare l’isola dalla speculazione immobiliare dei cosiddetti “squali milanesi”.

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Emanò, pertanto, un regolamento urbanistico, ancora in essere, e promosse la “Conferenza per la difesa del paesaggio” (1922). Alla fine della conferenza, Cerio creò una commissione di supervisione delle attività di costruzione sull’isola, al fine combattere la speculazione e garantire il rispetto delle regole di costruzione.

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Dopo soli due anni, profondamente insoddisfatto dei risultati che aveva ottenuto e disilluso dalla mancanza di interesse dimostrata dal popolo di Capri, Cerio si dimise. Rimase comunque una sorta di “capofamiglia”, poiché avrebbe in seguito ricevuto e accolto tutte le personalità più importanti che sarebbero arrivate sull’isola, come Neruda e Ada Negri.

Durante i suoi ultimi anni di vita, Cerio fu impegnato nell’implemetazione della collezione di Palazzo Cerio, che fondò insieme a suo fratello, in memoria del padre Ignazio.

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